“Player One”, il romanzo di fantascienza dello scrittore e sceneggiatore Ernest Cline, pubblicato da ISBN, racconta l’avventura di Wade, ragazzo diciottenne, nerd ed appassionato di videogiochi. La storia è ambientata nel 2045 in cui troviamo un pianeta sovrapopolato e devastato dall’inquinamento, dove le persone trascorrono le loro giornate in un universo vistuale chiamato OASIS, creato dal geniale game designer James Halliday, il quale muore senza eredi, lasciando un videomessaggio in cui spiega di aver nascosto all’interno del gioco la chiave per impossessarsi della sua creazione, valutata miliardi di dollari.
Hai scritto la sceneggiatura per il film “Fanboys” nel 2008 e quest’anno è uscito il tuo primo libro. Quali erano le tue impressioni all’inizio di questo nuovo progetto? In che cosa differiscono le due esperienze?
Sono state drasticamente differenti. Il film “Fanboys” è stata un’esperienza davvero difficile, ci sono voluti 7-8 anni per realizzarlo. Una volta finito il mio lavoro, la casa di produzione cinematografica mi ha chiesto di cambiare alcune parti, ma in quanto scrittore ero io ad avere l’ultima voce in capitolo. Ne è nata una lite e questo fatto mi ha ispirato a lavorare duro per finire presto il mio libro, scrivendo la storia senza dover rendere conto a nessuno. Qualsiasi cosa che uno scrittore può sognare o sperare quando scrive un libro è successa a me quando ho venduto i diritti per il film alla Warner Bros e l’opera è stata tradotta in 20 Paesi. Aver scritto questo libro è stata sicuramente un’esperienza più bella rispetto a quella di sceneggiatore.
All’interno di OASIS, il mondo virtuale creato da Halliday, troviamo molti elementi della cultura degli anni ’80. Pensi che ci sia qualcosa di speciale, che sia importante ricordare anche per le nuove generazioni, di quel decennio?
Sicuramente sì! Credo che gli anni 80′ siano l’alba dell’era della tecnologia e di internet , con i primi computer e videogiochi, per la prima volta si poteva dialogare tramite il computer senza usare il telefono. Quando ero piccolo, avevo 10-12 anni, ricordo che tutto questo mi ha molto impressionato. Non so se sia una cosa comune anche nel resto del mondo, ma in America le persone sono molto nostalgiche verso il passato e gli anni in cui sono cresciuti, che sembrano essere trascorsi troppo in fretta. É per questo che ho scelto gli ani 80′, perchè li amo e spero in una loro rinascita…magari anche un remake di “Footloose”! Credo davvero ci siano tante cose speciale da ricordare degli anni 80′, anche per quanto riguarda la situazione economica!
Andando a considerare più la tua personale prospettiva sugli anni ’80, ci piacerebbe sapere quali sono le cose più rappresentative per te in termini di musica, film, eventi…
Difficile domanda..devo dire che è stato davvero divertente per me scrivere questo libro perchè celebra tutte le mie cose preferite. Dai giochi di guerra al film di John Hughes “The Breakfast Club” e Spielberg ovviamente! Per quanto riguarda la musica, mi piacevano molto i Talking Heads, i Rush sicuramente, ero un grande fan di Peter Gabriel e dei Duran Duran.
E per quanto riguarda un evento in particolare?
Quello che ricordo sicuramente è l’esplosione dello space shuttle “Challenger”. Poi ricordo le persone che parlavano spesso dell’assassinio di J.F.Kennedy e di cosa stavano facendo in quel momento. Certamente anche la caduta del Muro di Berlino. Sono successe davvero tante cose in quegli anni!
Continuando a parlare del tuo libro, mi vuoi dire perchè hai inserito nel mondo virtuale (OASIS) problemi che riscontriamo nella realtà? Intendo problemi correlati al denaro e all’oppressione da parte di una potente multinazionale chiamata IOI (Innovative Online Industries)
Sono discorsi simili a quelli presenti in molte “science fiction” o a quelli sulla EVO Corporation (Environmental and Industrial Solutions). Ho avuto l’idea del libro nel 2001,l’ho scritto nel decennio seguente all’11 settembre, mentre il Presidente Bush era in carica. E’ stato davvero un periodo buio e questo male ha influenzato la natura del mio libro.
Ho pensato ad un mondo reale davvero brutto nel futuro..e per come sono messe le cose credo che peggioreranno. Non dico che succederà ma che potrebbe succedere! Nella mia storia ho voluto rendere il mondo reale davvero crudele cosicchè le persone trovassero una via di fuga nel mondo virtuale.
Le relazioni che instaurano i tuoi personaggi all’interno di OASIS vengono filtrate dai loro “AVATAR”. In che modo questa condizione influenza le loro vite?
Credo le influenzi negativamente in tanti modi, ma per me è anche una sorte di indagine su come le persone adoperano la tecnologia. Adesso con facebook ed i vari social network, puoi controllare quello che le persone vedono e cosa percepiscono di te e quello che le persone mostrano. Al giorno d’oggi, tanti si conoscono online, si innamorano o diventano migliori amici, e quando alla fine si incontrano nella vita reale è tutto diverso. Conoscersi senza mai incontrarsi non è un nuovo modo di relazionarsi, e credo diventerà sempre più un problema nel futuro.
Ci puoi dire qualcosa in più rispetto a quanto detto prima riguardo al film, che verrà realizzato dalla Warner Bros nel 2012? Stai lavorando alla sceneggiatura?
La sceneggiatura l’ho già finita! Appena finito il libro, ho iniziato a scriverla ed è stato complicato in quanto il film deve essere più corto e diverso. La Warner Bros ha realizzato tutti i film di “Harry Potter” ed ha fatto davvero un ottimo lavoro, rimanendo fedeli ai vari libri. Mi sono sembrati davvero motivati ed entusiasti di fare questo film “Ready Player One”.
Ho finito la sceneggiatura, l’ho consegnata al regista e spero che a gennaio-febbraio inizino le riprese.
Considerando i lavori umili che hai fatto nella tua vita e il fatto che sei nato e cresciuto ad Ashland, una piccola cittadina dell’Ohio, come ti senti ad essere così popolare ora?
Sono passati solo pochi mesi dall’uscita del libro, ma mi sento addosso un’attenzione positiva. Sono sempre stato un “nerd” ed essere stato invitato in Italia è qualcosa che mai mi sarei immaginato potesse accadere, come non avrei mai pensato che il mio libro sarebbe stato tradotto in tanti altri Paesi. Sono sogni diventati realtà ed è davvero esaltante tutto questo.
Infine vorrei parlare con te sulla situazione economica e politica in cui ci troviamo oggi. Gli Stati Uniti e l’Italia sono uniti dalla crisi economica. Ora come ora, il nostro Paese non è capace di risolvere questa situazione. Cosa sta facendo il governo Americano con le misure prese da Barack Obama? Credi che il vostro Presidente stia facendo un buon lavoro?
Mi piace il nostro Presidente, è sicuramente meglio del nostro ultimo! Credo siano stati fatti così tanti errori durante la presidenza di Bush, che nessuno sarebbe in grado di sistemare tutto. L’inizio delle guerre e il collasso dell’intero sistema economico sono state le ragioni per cui è stato eletto Obama. Le persone hanno visto in lui un uomo intelligente e capace. Credo stia facendo un buon lavoro, il migliore possibile. Mi fa stare bene l’idea che sia una persona intelligente e con buone intenzioni, ma sembra essere in una situazione davvero difficile, quasi impossibile.
Credi sarà in grado di riconquistare tutti i suoi elettori?
Non lo so, ma le alternative sono peggiori, quindi spero di sì! Non sono un grande fan dei politici in generale, ma credo sia il meno peggio e che stia facendo il meglio che può.