Siamo con Mauro Pawlowski dei dEUS per presentare l’ultimo album “Keep You Close”.
Benvenuto a Radio Città Fujiko.
Ciao! Grazie!
Nel nuovo disco ci sono arrangiamenti più raffinati e un sound più maturo. In che direzione pensi si evolvano le sonorità dei dEUS?
Abbiamo usato molti strumenti extra, abbiamo invitato un quartetto d’archi, abbiamo semplicemente voluto degli arrangiamenti più sofisticati per le nostre canzoni. L’album precedente era più essenziale, con questo abbiamo solo allargato le sonorità.
Il disco si caratterizza per continui cambi di ritmo, passando da ballate a brani decisamente più movimentati. Come mai questo continuo cambio di direzione?
Abbiamo solo scelto le nostre canzoni preferite, perché c’è molto lavoro se vuoi fare un bell’album e non puoi perdere tempo con idee di cui non sei convinto, quando ci sono molti dubbi. Le canzoni che sono nell’album adesso sono quelle che piacciono di più alla band e il cantante si sente ispirato a cantarle e questo è molto importante. Certo deve avere un po’ di variazione, canzoni lente, momenti più rock, qualcosa di più sofisticato, qualcosa di più immediato, brillante, pop non lo so. Ci piacciono le variazioni e credo piacciano anche agli ascoltatori. Altrimenti diventa una cosa noiosa e monotona.
In “Twice” and “Dark Sets In” lavorate con Greg Dulli degli Afghan Whigs. Com’è nata questa collaborazione?
É stata un’interruzione perchè lui suona con i Twilght Singers e Tom (Tom Barman, il cantante) li conosceva un po’. È andato da lui e gli ha detto “abbiamo uno studio perché noi vieni a trovarci, c’è un microfono e se te la senti canta!”. È molto semplice, chiedi a qualcuno e questo può dire o sì o no..lui era molto entusiasta e gli è piaciuto il risultato. Eravamo dei fan di Greg Dulli e lo siamo tuttora e è andato tutto bene!
La copertina dell’album è molto divertente e viene ripresa anche nel video di “Constant Now”. Chi l’ha realizzata o chi l’ha scelta?
L’ha scelta Tom, è una vecchia foto trovata su un giornale recente, cioè recente… di qualche mese fa ormai. Il tempo vola. Sono due scienziati che fotografano una farfalla, quindi in qualche modo si adatta benissimo al titolo dell’album “Keep You Close”, ci piaceva molto questa foto con questi scienziati degli anni ’50 o ’60, non so. E ci siamo divertiti tantissimo a girare il video vestiti come scienziati a caccia di immaginarie farfalle di plastica.
Parliamo di concerti. Ho visto alcuni vodcast sul vostro sito che coprono parte del vostro tour e avete creato anche un album virtuale che i vostri fan possono usare per mettere foto, video e tweets dei vostri concerti. Vi piace avere un rapporto stretto con i vostri fan?
Ci piace tenere tutti vicino effettivamente, personalmente sono interessato a tutti i tipi di commenti, critiche, complimenti. Penso che sia molto importante e, anche se a qualcuno può non piacere quello che stai facendo, credo sia molto interessante sapere. Anche se questo non cambia niente. E’ anche a causa del nostro tempo: al giorno d’oggi non c’è più molta segretezza che va anche bene sai. Non siamo una band che si mantiene oscura e misteriosa per il pubblico, siamo una band aperta perché è così che siamo anche come persone, siamo aperti, ci mescoliamo con il pubblico, ci piace parlare. E’ per questo che siamo musicisti in primo luogo, per incontrare persone per vedere posti. Non capisco assolutamente le band che si chiudono in se stesse e non hanno contatti di nessun tipo, ma ciascuno è diverso certamente.
Stasera vi esibirete all’Estragon di Bologna, ma presto sarete nella vostra città, Anversa. Come pensi che il vostro pubblico vi accoglierà?
Oh, si certo! Siamo abbastanza conosciuti nel piccolo paese del Belgio, mi piace stare in tour, mi piace viaggiare ma anche bello tornare a casa se hai una vita sociale lì.. non vediamo l’ora di suonare dappertutto, ci piace moltissimo suonare in Italia, incontri sempre belle persone, bel pubblico, bei posti.
C’è qualche giovane band belga che ci suggerisci? Aiutaci a conoscere meglio il vostro panorama musicale che pure riserva tanti talenti!
Si, certamente! Abbiamo una band di supporto adesso, si chiamano gli SX come le due lettere S e X che sono assolutamente fantastici, e prima di loro abbiamo avuto una band di supporto sempre belga chiamati The Intergalactic Lovers, molto bravi e prima di loro una band molto molto brava che si chiama Balthazar, quindi se vi devo dare qualche nome direi Balthazar, Intergalactic Lovers e Sx, dovreste davvero darci un’occhiata.